Le scarpe

Sono passati 40 anni da quando Abebe Bikila vinse a Roma la sua prima maratona olimpica correndo a piedi nudi: a quei tempi la tecnologia dei materiali applicata alla corsa ancora soccombeva alla efficacia biomeccanica di un piede abituato a correre scalzo. Solo questo anno sono passati  probabilmente centinaia di migliaia di runners sotto gli striscioni d'arrivo delle varie maratone o gare di lunga distanza nel mondo: ai piedi di ciascuno un concentrato di moderna tecnologia dei materiali il cui scopo è migliorare la prestazione minimizzando al massimo lo stress e le sollecitazioni della corsa.

 

La moderna scarpa da running ha quindi due esigenze che possono essere in contrapposizione: permettere la più rapida ed efficace risposta elastica del piede esaltando così il più possibile lo sfruttamento biomeccanico della corsa e dall'altra ammortizzare il trauma dovuto all'impatto con il terreno che il piede subisce ad ogni passo. E' nel giusto compromesso appunto fra il proprio livello (principiante, amatore, top level) e il tipo (allenamento sulle lunghe o medie distanze, gara) della prestazione, la biomeccanica della corsa e dell'appoggio plantare, il peso corporeo e le caratteristiche morfologiche che ogni runner deve scegliere la scarpa a lui più adatta.

La bio-energetica della corsa

La corsa, a differenza della marcia, presenta una fase di volo senza alcun appoggio il che comporta che l'energia potenziale (cioè l'altezza del baricentro) e l'energia cinetica (la velocità) siano in fase, cioè aumentano e diminuiscono allo stesso momento e la loro somma è l'energia posseduta dall'atleta che corre. Questa energia di movimento diminuisce dopo che il piede ha toccato il suolo dopo la fase di volo:  per la rigidità del terreno si deformano alcune strutture corporee con parziale immagazzinamento dell'energia negli elementi elastici del muscolo che la restituiscono con il successivo passo. Il meccanismo della corsa è quindi paragonabile a quello di una palla che rimbalza immagazzinando e successivamente liberando energia elastica ad ogni salto della palla o passo dell'atleta. Il consumo energetico della corsa è indipendente dalla velocità, ed è circa di una caloria per kg di peso corporeo per km percorso: un atleta di 70 kg che percorre 10 km consumerà quindi circa 700 kcal.